Consumi: ADSL primo pensiero post ferie

Le scuole sono ricominciate, le ferie sono finite e si torna alla solita routine,  incluso il fare i conti con le spese di casa. Secondo i dati resi noti da Facile.it, che ha analizzato un campione di oltre tre milioni di ricerche effettuate sui motori di ricerca nei primi dieci giorni del mese di settembre e ha confrontato i valori emersi in quel periodo con le medie mensili del resto dell’anno, il primo pensiero degli italiani al rientro dalle ferie è quello di trovare un’offerta migliore per la linea ADSL di casa; in merito a questo tipo di prodotto, scorrendo i dati dell’analisi, si scopre che le ricerche sono aumentare di poco meno del 35%.

In ferie, pare dai numeri, molti hanno fatto le cicale e al rientro scoprono la necessità di trasformarsi in formiche. Ecco quindi che le ricerche legate ai finanziamenti aumentano, nei primi dieci giorni di settembre, del 9% che diventa addirittura il 21,5% se limitiamo l’analisi alla sola cessione del quinto dello stipendio.

Italiani popolo di santi, poeti, navigatori e…fanatici del calcio. Fra la fine di agosto e l’inizio di settembre non dimentichiamo che ricomincia il campionato di calcio ed ecco quindi che anche le ricerche legate ai pacchetti sport delle Pay TV schizzano verso l’alto con un incremento del 17% rispetto alle medie annuali.

Crescono molto anche le ricerche legate alle assicurazioni online (+8,8%) con aumenti a doppia cifra soprattutto per le coperture legate ai danni agli immobili; fin troppo semplice, ahinoi, vedere il legame fra questo e i terribili fatti occorsi ad Amatrice.

#CasaConviene: diffondere le misure legate alla casa

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha deciso di dare slancio a tutte le iniziative legate al mondo della casa per promuovere la cultura degli incentivi pubblici e spingere i cittadini ad accedere a fondi di garanzia e sgravi fiscali. La campagna intitolata “Casa? Cosa possibile!” informa sia chi vuole acquistare casa sia chi ne ha già una e sta pensando a migliorarla – ad esempio con interventi per l’efficienza energetica o di ristrutturazione –  o ad arredarla con mobili ed elettrodomestici nuovi.

Rinunciando a investimenti pubblicitari, la maggiore novità di questa campagna di informazione del Mef risiede nelle modalità di diffusione che si basano essenzialmente sulla condivisione sui social media, con l’hashtag #CasaConviene. In questo modo si punta a suscitare l’interesse degli internauti e a implementare i profili dei partner dell’iniziativa, come agenzie immobiliari o associazioni dei consumatori. Chi desiderasse avere più informazioni potrà consultare tutto il materiale raccolto nel sito casa.governo.it o distribuito nelle sedi più adatte come negozi di arredamento, agenzie e uffici legati al mondo casa.

Oltre che alle garanzie e ai fondi destinati all’acquisto della prima casa, soprattutto per i giovani, il Governo vuole puntare a una sempre maggiore conoscenza dei cittadini sia sulle spese sui cui è possibile richiedere sgravi fiscali, come ristrutturazioni o adeguamenti energetici, sia sulla possibilità di ottenere dei rimborsi sulle spese per arredamento o elettrodomestici a basso consumo. Inoltre, è importante notare come in questa iniziativa siano incluse anche informative sui nuovi strumenti legali agli immobili, come la novità del leasing immobiliare o i canoni concordati per chi possiede delle case da locare, magari a degli studenti con cui poter sfruttare questi nuovi tipi di contratto.

 

Domotica: vogliamo case intelligenti ma non subito

Nonostante i grandi passi avanti compiuti negli ultimi anni, per la domotica l’Italia rimane ancora molto indietro rispetto a tanti Paesi europei come Germania, Gran Bretagna, Spagna o Francia. Eppure da un recente sondaggio effettuato dall’istituto Context, che opera in ambito internazionale, è emerso che il 50% degli italiani vive con la preoccupazione di essere più sicuri in casa propria.

Molto probabilmente le ragioni dell’arretratezza italiana in questo campo vanno rintracciate nelle conseguenze della crisi economica, che ha messo in ginocchio anche il comparto edilizio, e nella scarsa informazione. Pochi sanno infatti che avere una casa intelligente equivale a vivere in condizioni di maggiore sicurezza e benessere, senza considerare le occasioni di risparmio energetico e di gestione che garantiscono le apparecchiature di ultima generazione.

Nonostante un italiano su due dice di essere in pensiero per la propria sicurezza in casa, solo il 9% conosce i più moderni sistemi di videosorveglianza che consentono di avere immagini in tempo reale sui propri dispositivi mobili collegati alle abitazioni. Di sicuro pochissimi si dicono pronti a investire denaro in questa direzione, tranne le donne che si dichiarano disponibili a spendere 5.000euro.

Quando però si parla di salute, il 32,2% degli italiani si dice favorevole a installare sistemi di collegamento tra la casa e il proprio medico o l’ospedale, per ogni emergenza. Un quarto degli intervistati vorrebbe essere collegato con le forze dell’ordine e il 15,2% si connetterebbe volentieri con le assicurazioni in caso di allagamenti o incidenti domestici.

Alla domanda su quali fossero i parametri più importanti per installare dei sistemi di domotica, il 33,4% ha risposto dando priorità alla sicurezza; a seguire si trovano comfort (20,8%), funzionalità (19,8%), servizi (19,2%) e intrattenimento (14,6%). Se si dovesse scegliere la stanza da cui partire per i lavori di installazione delle apparecchiature di ultima generazione, per due terzi degli italiani si comincerebbe dalla cucina (evidentemente la stanza in cui si passa la maggior parte del tempo) e seguirebbero la camera da letto e il soggiorno.

 

Domotica: vogliamo case intelligenti ma non subito

Nonostante i grandi passi avanti compiuti negli ultimi anni, per la domotica l’Italia rimane ancora molto indietro rispetto a tanti Paesi europei come Germania, Gran Bretagna, Spagna o Francia. Eppure da un recente sondaggio effettuato dall’istituto Context, che opera in ambito internazionale, è emerso che il 50% degli italiani vive con la preoccupazione di essere più sicuri in casa propria.

Molto probabilmente le ragioni dell’arretratezza italiana in questo campo vanno rintracciate nelle conseguenze della crisi economica, che ha messo in ginocchio anche il comparto edilizio, e nella scarsa informazione. Pochi sanno infatti che avere una casa intelligente equivale a vivere in condizioni di maggiore sicurezza e benessere, senza considerare le occasioni di risparmio energetico e di gestione che garantiscono le apparecchiature di ultima generazione.

Nonostante un italiano su due dice di essere in pensiero per la propria sicurezza in casa, solo il 9% conosce i più moderni sistemi di videosorveglianza che consentono di avere immagini in tempo reale sui propri dispositivi mobili collegati alle abitazioni. Di sicuro pochissimi si dicono pronti a investire denaro in questa direzione, tranne le donne che si dichiarano disponibili a spendere 5.000euro.

Quando però si parla di salute, il 32,2% degli italiani si dice favorevole a installare sistemi di collegamento tra la casa e il proprio medico o l’ospedale, per ogni emergenza. Un quarto degli intervistati vorrebbe essere collegato con le forze dell’ordine e il 15,2% si connetterebbe volentieri con le assicurazioni in caso di allagamenti o incidenti domestici.

Alla domanda su quali fossero i parametri più importanti per installare dei sistemi di domotica, il 33,4% ha risposto dando priorità alla sicurezza; a seguire si trovano comfort (20,8%), funzionalità (19,8%), servizi (19,2%) e intrattenimento (14,6%). Se si dovesse scegliere la stanza da cui partire per i lavori di installazione delle apparecchiature di ultima generazione, per due terzi degli italiani si comincerebbe dalla cucina (evidentemente la stanza in cui si passa la maggior parte del tempo) e seguirebbero la camera da letto e il soggiorno.