#CasaConviene: diffondere le misure legate alla casa

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha deciso di dare slancio a tutte le iniziative legate al mondo della casa per promuovere la cultura degli incentivi pubblici e spingere i cittadini ad accedere a fondi di garanzia e sgravi fiscali. La campagna intitolata “Casa? Cosa possibile!” informa sia chi vuole acquistare casa sia chi ne ha già una e sta pensando a migliorarla – ad esempio con interventi per l’efficienza energetica o di ristrutturazione –  o ad arredarla con mobili ed elettrodomestici nuovi.

Rinunciando a investimenti pubblicitari, la maggiore novità di questa campagna di informazione del Mef risiede nelle modalità di diffusione che si basano essenzialmente sulla condivisione sui social media, con l’hashtag #CasaConviene. In questo modo si punta a suscitare l’interesse degli internauti e a implementare i profili dei partner dell’iniziativa, come agenzie immobiliari o associazioni dei consumatori. Chi desiderasse avere più informazioni potrà consultare tutto il materiale raccolto nel sito casa.governo.it o distribuito nelle sedi più adatte come negozi di arredamento, agenzie e uffici legati al mondo casa.

Oltre che alle garanzie e ai fondi destinati all’acquisto della prima casa, soprattutto per i giovani, il Governo vuole puntare a una sempre maggiore conoscenza dei cittadini sia sulle spese sui cui è possibile richiedere sgravi fiscali, come ristrutturazioni o adeguamenti energetici, sia sulla possibilità di ottenere dei rimborsi sulle spese per arredamento o elettrodomestici a basso consumo. Inoltre, è importante notare come in questa iniziativa siano incluse anche informative sui nuovi strumenti legali agli immobili, come la novità del leasing immobiliare o i canoni concordati per chi possiede delle case da locare, magari a degli studenti con cui poter sfruttare questi nuovi tipi di contratto.

 

Il 40% dei condomini ha ristrutturato

Chiunque abbia osservato con un minimo di attenzione le strade del proprio quartiere probabilmente se ne è già reso conto, negli scorsi 24 mesi ponteggi ed impalcature sono sempre più frequenti e l’impressione era che tantissimi condomini stessero approfittando degli sgravi fiscali introdotti e anche riconfermati dal Governo.

Se fino a ora, come detto, si percepiva il positivo dilagare di questo comportamento,  adesso uno studio condotto da Csei e Tecnoborsa è riuscito a dare le dimensioni del fenomeno.

Negli ultimi due anni circa il 40% dei condomini si è impegnato in opere di ristrutturazione e se si considera il dato non solo a livello di palazzi, ma anche di famiglie, in base al campione intervistato per l’indagine, nello stesso periodo sono stati coinvolti in lavori di ristrutturazione il 25% dei nuclei familiari.

Quasi un terzo dei lavori, si legge ancora nell’indagine, è legato alla riqualificazione energetica degli immobili, vale a dire la tipologia di intervento che, più di tutti gli altri, porta un immediato beneficio anche per i consumi ed i portafogli dei consumatore, ma i lavori si sceglie di farli soprattutto in condivisione con i vicini. A riprova di questo il dato che evidenzia come arrivi appena all’8% la quota di ristrutturazioni interne a singole unità immobiliari private; in questo caso molti hanno scelto di non intervenire per evitare di sobbarcarsi da soli i costi e, se si è ristrutturato dentro i singoli appartamenti, questo è avvenuto principalmente per i bagni o le cucine.

Importante evidenziare anche che, nonostante non lo abbiamo ancora fatto, sono molti gli intervistati che hanno comunque dichiarato di voler intervenire in futuro. Soprattutto, ancora una volta, per riqualificare la loro casa da un punto di vista energetico.

Il 40% dei condomini ha ristrutturato

Chiunque abbia osservato con un minimo di attenzione le strade del proprio quartiere probabilmente se ne è già reso conto, negli scorsi 24 mesi ponteggi ed impalcature sono sempre più frequenti e l’impressione era che tantissimi condomini stessero approfittando degli sgravi fiscali introdotti e anche riconfermati dal Governo.

Se fino a ora, come detto, si percepiva il positivo dilagare di questo comportamento,  adesso uno studio condotto da Csei e Tecnoborsa è riuscito a dare le dimensioni del fenomeno.

Negli ultimi due anni circa il 40% dei condomini si è impegnato in opere di ristrutturazione e se si considera il dato non solo a livello di palazzi, ma anche di famiglie, in base al campione intervistato per l’indagine, nello stesso periodo sono stati coinvolti in lavori di ristrutturazione il 25% dei nuclei familiari.

Quasi un terzo dei lavori, si legge ancora nell’indagine, è legato alla riqualificazione energetica degli immobili, vale a dire la tipologia di intervento che, più di tutti gli altri, porta un immediato beneficio anche per i consumi ed i portafogli dei consumatore, ma i lavori si sceglie di farli soprattutto in condivisione con i vicini. A riprova di questo il dato che evidenzia come arrivi appena all’8% la quota di ristrutturazioni interne a singole unità immobiliari private; in questo caso molti hanno scelto di non intervenire per evitare di sobbarcarsi da soli i costi e, se si è ristrutturato dentro i singoli appartamenti, questo è avvenuto principalmente per i bagni o le cucine.

Importante evidenziare anche che, nonostante non lo abbiamo ancora fatto, sono molti gli intervistati che hanno comunque dichiarato di voler intervenire in futuro. Soprattutto, ancora una volta, per riqualificare la loro casa da un punto di vista energetico.

Aumentano gli sgravi per l’antisismico

Sono passati solo pochi giorni dal sisma che, questa volta nelle Marche, ha spinto centinaia di persone a riversarsi nelle strade nel cuore della notte. Nelle loro menti in pensiero è molto probabilmente corso subito alle scene devastanti viste nei reportage dall’Emilia Romagna o dall’area mantovana, prima ancora da L’Aquila, dall’Umbria e da molte altre zone del nostro Paese.

Il ripetersi periodico di questi tristi avvenimenti ha ormai fatto capire a chiunque, almeno questo è l’auspicio, che l’Italia è una nazione a rischio sismico e che devono essere prese le relative contromisure, anche e soprattutto in campo edile.

Troppo semplice pensare che il discorso valga unicamente per gli edifici di nuova costruzione, la maggior parte delle case in cui vivono gli italiani non sono di edificazione recente e, pertanto, non può che essere accolta con entusiamo la modifica al decreto Ecobonus annunciata dal Ministro Maurizio Lupi che ha ufficializzato l’innalzamento al 65% delle detrazioni fiscali legate alle ristrutturazioni per l’adeguamenti anti sismico degli immobili.

Come ha dichiarato Lupi, quello dell’innalzamento della soglia di detraibilità era un preciso impegno del Governo da realizzare, come è stato, all’atto di conversione del decreto. Con questo atto, che non si applica solo alle abitazioni civili, ma anche alle ristrutturazioni dei capannoni industriali – è proprio all’ìntero di strutture come quelle che, nel solo sisma emiliano, hanno trovato la morte diverse persone – si cerca anche di sradicare quella che il Ministro ha definito la cultura dell’emergenza, per la quale ci si lamenta delle carenze strutturali dopo che avvengono i disastri, ma ben poco si fa per prepararsi a questi avvenimenti perché, continua Lupi, se la previsione degli eventi sismici con largo anticipo è molto difficle se non impossibile, la creazione di edifici in grado di resistere alle scosse è una cosa fattibile.

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