#CasaConviene: diffondere le misure legate alla casa

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha deciso di dare slancio a tutte le iniziative legate al mondo della casa per promuovere la cultura degli incentivi pubblici e spingere i cittadini ad accedere a fondi di garanzia e sgravi fiscali. La campagna intitolata “Casa? Cosa possibile!” informa sia chi vuole acquistare casa sia chi ne ha già una e sta pensando a migliorarla – ad esempio con interventi per l’efficienza energetica o di ristrutturazione –  o ad arredarla con mobili ed elettrodomestici nuovi.

Rinunciando a investimenti pubblicitari, la maggiore novità di questa campagna di informazione del Mef risiede nelle modalità di diffusione che si basano essenzialmente sulla condivisione sui social media, con l’hashtag #CasaConviene. In questo modo si punta a suscitare l’interesse degli internauti e a implementare i profili dei partner dell’iniziativa, come agenzie immobiliari o associazioni dei consumatori. Chi desiderasse avere più informazioni potrà consultare tutto il materiale raccolto nel sito casa.governo.it o distribuito nelle sedi più adatte come negozi di arredamento, agenzie e uffici legati al mondo casa.

Oltre che alle garanzie e ai fondi destinati all’acquisto della prima casa, soprattutto per i giovani, il Governo vuole puntare a una sempre maggiore conoscenza dei cittadini sia sulle spese sui cui è possibile richiedere sgravi fiscali, come ristrutturazioni o adeguamenti energetici, sia sulla possibilità di ottenere dei rimborsi sulle spese per arredamento o elettrodomestici a basso consumo. Inoltre, è importante notare come in questa iniziativa siano incluse anche informative sui nuovi strumenti legali agli immobili, come la novità del leasing immobiliare o i canoni concordati per chi possiede delle case da locare, magari a degli studenti con cui poter sfruttare questi nuovi tipi di contratto.

 

Confedilizia: il sistema leasing è pronto e conviene

In un recente convegno sulle abitazioni e il mattone, Confedilizia ha espresso il suo parere, nonché fatto il punto della situazione, sulle due nuove pratiche dell’abitare, ossia il leasing immobiliare e il rent to buy.  Secondo Spaziani Testa il sistema del leasing ha tutte le carte in regola per partire, al contrario della seconda modalità di affitto con riscatto che invece soffre una carenza normativa nel caso di utenti morosi, per cui non varrebbero le leggi sullo sfratto, applicabili invece – seppur con modalità diverse –  per il leasing.

Di leasing avevamo parlato qualche tempo fa, ma nell’ultimo convegno se ne è approfondito il funzionamento, soprattutto per ciò che riguarda il vantaggio fiscale: stando a una simulazione di Assilea (l’Associazione Italiana Leasing) il vantaggio potrebbe superare i 34mila euro in venti anni. I più agevolati dal fisco sono gli under 35 che optano per questa innovazione: per la loro prima casa, infatti, possono godere di detrazioni pari al 19% del canone annuo fino a 8mila euro e del prezzo di riscatto fino a 20mila euro. Queste stesse cifre si fermano rispettivamente a 4mila e 10mila nel caso si siano superati i 35 anni di età. Inoltre l’imposta di registro è inferiore alla media e si ferma all’1,5%. Non è richiesta l’accensione di un’ipoteca né il pagamento dell’imposta sostitutiva. In caso di perdita del lavoro, poi, si può sospendere il pagamento del canone per dodici mesi senza commissioni o spese aggiuntive. Ovviamente, rispetto a un normale mutuo prima casa, ci sono anche degli aspetti svantaggiosi, primo fra tutti il tasso di interesse leggermente più elevato di circa lo 0,20%, soprattutto in questo momento storico in cui si sono toccati i minimi storici. Inoltre chi opta per il leasing deve mettere in conto termini di “sfratto” più veloci in caso di morosità così come l’impossibilità di rivolgersi al Fondo di Garanzia Prima Casa.

Confedilizia, una volta chiariti questi passaggi, ha definito leasing e rent to buy delle forme di incoraggiamento per il settore immobiliare che si sta risvegliando solo per gli acquisti di necessità. L’Associazione ha ribadito che per rianimare il settore è fondamentale curare l’aspetto legislativo che, nel caso del rent to buy, per esempio, appare ancora poco definito, e puntare a una detassatazione. Di sicuro, però, la ripresa è partita e lo dice anche l’ultimo sondaggio Bankitalia sugli agenti che dicono di aver concluso almeno una trattativa nel primo trimestre dell’anno: la loro quota è passata dal 77,8% al 79,9%.

 

Confedilizia: il sistema leasing è pronto e conviene

In un recente convegno sulle abitazioni e il mattone, Confedilizia ha espresso il suo parere, nonché fatto il punto della situazione, sulle due nuove pratiche dell’abitare, ossia il leasing immobiliare e il rent to buy.  Secondo Spaziani Testa il sistema del leasing ha tutte le carte in regola per partire, al contrario della seconda modalità di affitto con riscatto che invece soffre una carenza normativa nel caso di utenti morosi, per cui non varrebbero le leggi sullo sfratto, applicabili invece – seppur con modalità diverse –  per il leasing.

Di leasing avevamo parlato qualche tempo fa, ma nell’ultimo convegno se ne è approfondito il funzionamento, soprattutto per ciò che riguarda il vantaggio fiscale: stando a una simulazione di Assilea (l’Associazione Italiana Leasing) il vantaggio potrebbe superare i 34mila euro in venti anni. I più agevolati dal fisco sono gli under 35 che optano per questa innovazione: per la loro prima casa, infatti, possono godere di detrazioni pari al 19% del canone annuo fino a 8mila euro e del prezzo di riscatto fino a 20mila euro. Queste stesse cifre si fermano rispettivamente a 4mila e 10mila nel caso si siano superati i 35 anni di età. Inoltre l’imposta di registro è inferiore alla media e si ferma all’1,5%. Non è richiesta l’accensione di un’ipoteca né il pagamento dell’imposta sostitutiva. In caso di perdita del lavoro, poi, si può sospendere il pagamento del canone per dodici mesi senza commissioni o spese aggiuntive. Ovviamente, rispetto a un normale mutuo prima casa, ci sono anche degli aspetti svantaggiosi, primo fra tutti il tasso di interesse leggermente più elevato di circa lo 0,20%, soprattutto in questo momento storico in cui si sono toccati i minimi storici. Inoltre chi opta per il leasing deve mettere in conto termini di “sfratto” più veloci in caso di morosità così come l’impossibilità di rivolgersi al Fondo di Garanzia Prima Casa.

Confedilizia, una volta chiariti questi passaggi, ha definito leasing e rent to buy delle forme di incoraggiamento per il settore immobiliare che si sta risvegliando solo per gli acquisti di necessità. L’Associazione ha ribadito che per rianimare il settore è fondamentale curare l’aspetto legislativo che, nel caso del rent to buy, per esempio, appare ancora poco definito, e puntare a una detassatazione. Di sicuro, però, la ripresa è partita e lo dice anche l’ultimo sondaggio Bankitalia sugli agenti che dicono di aver concluso almeno una trattativa nel primo trimestre dell’anno: la loro quota è passata dal 77,8% al 79,9%.

 

10 detrazioni sulla casa che forse non conoscete

Ormai manca davvero poco; che si usi il precompilato messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate, che si scelga di affidarsi ad un Caf o che si opti per il fai da te, la scadenza per presentare il 730 è davvero vicina, ma siete proprio sicuri di conoscere tutte le detrazioni cui potreste avere diritto e che sono legate alla casa e ai bonus varati o confermati dal governo? ProntoPro.it, sito che fa incontrare domanda e offerta di lavoro artigianale e professionale, ha messo a punto una sorta di decalogo per sfruttare al meglio le opportunità di detrazione legate ai bonus. Ecco quali sono:

1. Disabili e tecnologia robotica

Una delle detrazioni meno note e più meritevoli, ci sentiamo di aggiungere, è quella applicabile ai lavori fatti per dotare gli immobili in cui vivono persone affette da disabilità fisica o motoria di tutte le tecnologie più avanzate atte a migliorare la loro qualità di vita, di mobilità e di comunicazione interne alla casa, giardino e pertinenze incluse.

2. Garage e posti auto

Se nel 2015 avete realizzato un garage, ma anche un’autorimessa o, all’interno del cortile condominiale, un semplice posto auto di pertinenza, sappiate che questa spesa è detraibile, in virtù dei bonus fiscali, di ben il 50%.

3. Arredi provenienti dall’estero

Fra i bonus fiscali di cui spesso si parla, il più recente è quello sui mobili. Molti pensano, però, che la detrazione legata a questo provvedimento sia applicabile unicamente agli arredi comprati in Italia. Errore, vale anche per quelli comprati in altri stati, a patto che siano corredati da tutti i documenti fiscali che dovrete allegare alla dichiarazione dei redditi.

4. Professionisti…detraibili

Un lavoro pagato poco, ma fatto con minor perizia o uno fatto a regola d’arte, ma anche pagato come un’opera d’arte? A questo arduo quesito oggi si può rispondere con maggiore serenità dal momento che il bonus ristrutturazioni consente di detrarre, ancora una volta al 50%, anche le spese per le prestazioni professionali e l’acquisto dei materiali legati alla ristrutturazione. A questo proposito una curiosità. I costi, e le relative somme detraibili, variano notevolmente, a questo link potrete verificare dove sono più alti.

5. Grate, porte blindate e casseforti

Sentirsi sicuri a casa propria è la prima delle necessità di ciascuno di noi. Mettere mano ai sistemi anti intrusione oggi conviene. Si possono scaricare, ancora una volta grazie ai bonus, le spese sostenute, ad esempio, per porte blindate, grate, casseforti a muro e vetri anti sfondamento.

6. Sicurezza antisismica e detrazioni.

Purtroppo la storia recente del nostro Paese racconta di terremoti che hanno letteralmente devastato e messo in ginocchio aree molto ampie dell’Italia. Buona parte dei danni arriva anche dal fatto che gli immobili fossero vecchi o non costruiti con corretti sistemi antisismici. In virtù di questo riveste una particolare importanza la detrazione fiscale che, nella prossima dichiarazione dei redditi, potranno inserire tutti i contribuenti che hanno dotato le proprie case di migliorie atte a prevenire i danni dei terremoti. Piccola postilla, le detrazioni, che arrivano al 65%, sono possibili solo per le prime case e a patto che si trovino in aree riconosciute come a rischio sismico.

7. Palazzi e dimore storiche

Vivere in un immobile storico o di valore artistico è un’esperienza fantastica, ma se serve svolgere anche un piccolo lavoro edile può diventare un incubo. Ecco quindi che assume una luce di ottima notizia quella in base a cui, se si decide di procedere a lavori di adeguamento di queste case così particolari, si può godere di importanti detrazioni a patto, ovviamente, di mantenerne intatti pregio e valore storico artistico.

8. Nuovi lavori, nuovo bonus

Il bonus fiscale, qualunque esso sia, può essere usato più di una volta purché i lavori cui si riferisce la seconda richiesta siano differenti da quelli per cui è stata presentata la prima. Se avete nuovamente invaso la casa con cemento e mattoni non mettetevi problemi, quindi, a richiedere le detrazioni cui avete diritto. Attenti, però, ad avere in mano tutti i documenti in grado di comprovare la differenza fra i due interventi eseguiti.

9. I bonus si possono sommare

Il discorso fatto in precedenza per la ripetibilità dello stesso bonus vale, a maggior ragione, per le detrazioni derivanti da bonus diverso. Se ne avete titolo potete tranquillamente godere dei vantaggi fiscali derivanti dall’ecobonus, da quello per le ristrutturazioni e, ancora, da quello legato ai mobili.

10. Lampade e materassi sì, porte e tende no.

Anche il bonus per l’acquisto dei mobili ha regole molto precise, non solo per quello che riguarda le caratteristiche del richiedente, ma anche per ciò che concerne il tipo di arredi per cui è o non è possibile ottenere l’agevolazione. Se, ad esempio, rientrano nell’elenco delle detraibilità le spese sostenute per comprare materassi, lampade o comodini, non potranno essere inseriti nel 730 i giustificativi legati all’acquisto di porte e tende.