Nuovo fondo inglese per salvare il mattone

Nonostante non si abbiano ancora dati esaustivi sugli effetti reali della Brexit, il Governo sembra voler fare il possibile per tamponare eventuali conseguenze negative che l’uscita dall’Unione Europea potrebbe avere sul settore immobiliare della Gran Bretagna. Stando a quanto scritto sul quotidiano Sunday Telegraph, che cita fonti governative, pare che sia in programma lo stanziamento di un fondo da 3 miliardi di sterline – vale a dire 3,58 miliardi di euro – da destinare a progetti residenziali e infrastrutture.

Se così fosse vuol dire che il Governo di Sua Maestà è pronto a mettere sul piatto un importante budget per rattoppare eventuali buchi o perdite nel mondo del mattone. Il nuovo fondo si inserirebbe, sostengono dal giornale, all’interno di un programma di sostegno dell’immobiliare che esiste già e comprende 525 milioni di sterline destinati ai costruttori e un’altra tranche da un miliardo per le infrastrutture. La novità principale di questo fondo sarebbe quella di iniettare soldi (e fiducia) anche nel settore residenziale. A essere privilegiati, si dice, saranno gli interventi di dimensioni medie e piccole, destinate perciò ai cittadini pronti ad accendere un mutuo per comprare una casa non di lusso. In questo modo sarebbe legittimo pensare di far partire un circolo virtuoso che, oltre al mattone, consentirebbe anche agli istituti di credito di evitare il rischio collasso. Ad avvalorare questa tesi arriva il secondo obiettivo attribuito al nuovo fondo, ossia quello di snellire tutte le pratiche burocratiche legate al mondo immobiliare e quindi rivolte sia ai professionisti del settore sia ai cittadini.

 

È Cuba la nuova meta degli investimenti di lusso?

Spiagge cristalline, un fascino antico che colpisce milioni di turisti e una storia che per anni ne ha conservato intatte le tradizioni. Tutto questo e molto altro è Cuba. La splendida isola caraibica, dopo anni di embargo e pesanti limitazioni, sta vivendo di recente un nuovo periodo più libero o, quantomeno più aperto. In molti sensi i rapporti con gli Stati Uniti, a lungo tesi per usare un eufemismo, si stanno adesso ammorbidendo e in tanti hanno cominciato a guardare a Cuba come nuova meta per gli investimenti immobiliari, soprattutto di lusso; ma è davvero così?

Di certo il costo degli immobili nell’isola è molto basso, ma questo avviene perché, per legge, l’acquisto è possibile praticamente solo e soltanto alla popolazione residente. Sono rarissime le circostanze nelle quali uno straniero può acquisire la proprietà dell’immobile.

La prima è quella di un matrimonio con un o una cittadina cubana, la seconda è quella in cui l’aspirante acquirente decida di investire in una azienda dell’isola, a patto che questa realtà economica sia riconosciuta dalla camera di commercio cubana, alla quale deve anche essere iscritta; terza ed ultima ipotesi quella in cui tanto l’acquirente quanto il venditore siano cittadini stranieri. Questo terzo (ed ultimo) caso, è anche quello più raro perché l’eventuale venditore deve essere stato in grado di acquistare l’immobile nella strettissima finestra temporale che, nei primi anni 90 il governo cubano concesse agli stranieri per comprare immobili che, però, dovevano essere obbligatoriamente condomini il cui prezzo a metro quadro è oggi pari a circa 10 volte quello di un immobile residenziale.

Insomma, per adesso Cuba dovrà aspettare per trasformarsi nella Montecarlo dei Caraibi.

È Cuba la nuova meta degli investimenti di lusso?

Spiagge cristalline, un fascino antico che colpisce milioni di turisti e una storia che per anni ne ha conservato intatte le tradizioni. Tutto questo e molto altro è Cuba. La splendida isola caraibica, dopo anni di embargo e pesanti limitazioni, sta vivendo di recente un nuovo periodo più libero o, quantomeno più aperto. In molti sensi i rapporti con gli Stati Uniti, a lungo tesi per usare un eufemismo, si stanno adesso ammorbidendo e in tanti hanno cominciato a guardare a Cuba come nuova meta per gli investimenti immobiliari, soprattutto di lusso; ma è davvero così?

Di certo il costo degli immobili nell’isola è molto basso, ma questo avviene perché, per legge, l’acquisto è possibile praticamente solo e soltanto alla popolazione residente. Sono rarissime le circostanze nelle quali uno straniero può acquisire la proprietà dell’immobile.

La prima è quella di un matrimonio con un o una cittadina cubana, la seconda è quella in cui l’aspirante acquirente decida di investire in una azienda dell’isola, a patto che questa realtà economica sia riconosciuta dalla camera di commercio cubana, alla quale deve anche essere iscritta; terza ed ultima ipotesi quella in cui tanto l’acquirente quanto il venditore siano cittadini stranieri. Questo terzo (ed ultimo) caso, è anche quello più raro perché l’eventuale venditore deve essere stato in grado di acquistare l’immobile nella strettissima finestra temporale che, nei primi anni 90 il governo cubano concesse agli stranieri per comprare immobili che, però, dovevano essere obbligatoriamente condomini il cui prezzo a metro quadro è oggi pari a circa 10 volte quello di un immobile residenziale.

Insomma, per adesso Cuba dovrà aspettare per trasformarsi nella Montecarlo dei Caraibi.

All’asta la casa di Joe Cocker

Forse troppi ricordi, o forse troppe difficoltà nel venderla per canali tradizionali. Fatto sta che, a quanto risulta ad Immobiliare.it, Pam Baker, la vedova di Joe Cocker ha deciso di mettere all’asta la casa del Colorado in cui la coppia viveva fin dal 1994 e che tutti i fan del grande cantante inglese conoscono con il nome di Mad dog ranch. La splendida tenuta di Crawford, cittadina in cui Cocker scelse di vivere e dove si è spento il 22 dicembre del 2014, finirà all’incanto il 1 settembre 2016 e, questo è ancora più sorprendente, non avrà alcun prezzo di riserva.

Visto il grande amore che i coniugi Cocker hanno sempre avuto per questa villa, in cui teoricamente avrebbero dovuto passare solo alcune settimane di vacanza ogni anno, ma che divenne la loro residenza per 20 anni, aveva colto tutti di sorpresa la decisione di venderla annunciata proprio da Immobiliare.it nell’aprile del 2014.

La scomparsa del cantante, pochi mesi dopo, rese più comprensibile quella decisione, ma è comunque certamente imprevista la scelta di ritirare dal mercato l’immobile per farlo viaggiare sui canali dell’asta senza riserva; certamente un modo molto veloce per alienare la proprietà, ma è difficile anche solo ipotizzare che il prezzo di assegnazione finale sia vicino ai 7 milioni di dollari chiesti in fase di vendita.

La casa, che ha una superficie di circa 1.500 metri quadrati e poggia su una proprietà di oltre 230 acri in cui trovano spazio, fra l’altro, un maneggio, diverse stalle ed un lago artificiale balneabile, fu costruita da Joe e Pam che comprarono il terreno, nel 1992 per soli 250.000 dollari.

 

Per tutte le immagini degli interni credits Rockin’ Media; per gli esterni Lair Photography