Mutui e terremoto: interviene l’Abi

Difficile in momenti come questo scrivere qualsiasi parola che non sia di dolore, eppure la vita per chi ce l’ha fatta va avanti ed è necessario rispondere a tanti bisogni, primo fra tutti quello di un tetto sotto cui dormire in sicurezza e di sangue da donare, poi di generi alimentari e beni di prima necessità. Ma c’è anche la situazione economica di chi resta senza una casa o di chi ha subito gravi o lievi danni al suo immobile a cui far fronte e, fin dalle prime ore del disastro causato dal terremoto nel Centro Italia, l’Abi ha richiesto ai suoi membri di intervenire tempestivamente a fianco delle popolazioni colpite.

Lo scorso 26 ottobre l’Associazione Bancaria Italiana, insieme alla Protezione Civile e alle Associazioni dei Consumatori, aveva firmato un protocollo d’intesa sul tema degli interventi da parte degli istituti di credito in caso di calamità naturali. Alla luce di ciò l’Abi ha immediatamente iniziato un’attività di sensibilizzazione nei confronti dei suoi membri perché intervenissero subito con sospensioni dei finanziamenti ipotecari sugli immobili, che si trattasse di case, attività commerciali o industriali.

Le risposte non hanno tardato ad arrivare e diversi istituti di credito stanno, uno dopo l’altro, diffondendo le notizie dei loro interventi, sia che si tratti di raccolte di fondi sia che si tratti di rinvio delle rate di mutui e prestiti. Intesa San Paolo e Unicredit hanno subito stanziato 250 milioni di euro ciascuno come plafond a cui accedere per gli interventi di ripristino sugli immobili danneggiati dal sisma. Unicredit, inoltre, ha predisposto una moratoria da 12 mesi sulle rate dei prestiti ad aziende e privati e sui mutui delle famiglie che hanno subito danni alle loro case. Anche Monte dei Paschi di Siena ha predisposto la sospensione dei pagamenti per gli abitanti delle zone colpite e ha garantito il massimo e immediato sostegno per chi dovesse aver smarrito carte, assegni o documenti bancari. Segue l’appello dell’Abi anche Deutsche Bank che rinvia i pagamenti da parte di chi ha sottoscritto un finanziamento e vive nell’area terremotata. Infine, ma non saranno di certo le ultime, segnaliamo le attività di Banca Mediolanum e Gruppo Veneto Banca che metteranno a disposizione fondi e finanziamenti per il ripristino di abitazioni e attività.

Mutui e terremoto: interviene l’Abi

Difficile in momenti come questo scrivere qualsiasi parola che non sia di dolore, eppure la vita per chi ce l’ha fatta va avanti ed è necessario rispondere a tanti bisogni, primo fra tutti quello di un tetto sotto cui dormire in sicurezza e di sangue da donare, poi di generi alimentari e beni di prima necessità. Ma c’è anche la situazione economica di chi resta senza una casa o di chi ha subito gravi o lievi danni al suo immobile a cui far fronte e, fin dalle prime ore del disastro causato dal terremoto nel Centro Italia, l’Abi ha richiesto ai suoi membri di intervenire tempestivamente a fianco delle popolazioni colpite.

Lo scorso 26 ottobre l’Associazione Bancaria Italiana, insieme alla Protezione Civile e alle Associazioni dei Consumatori, aveva firmato un protocollo d’intesa sul tema degli interventi da parte degli istituti di credito in caso di calamità naturali. Alla luce di ciò l’Abi ha immediatamente iniziato un’attività di sensibilizzazione nei confronti dei suoi membri perché intervenissero subito con sospensioni dei finanziamenti ipotecari sugli immobili, che si trattasse di case, attività commerciali o industriali.

Le risposte non hanno tardato ad arrivare e diversi istituti di credito stanno, uno dopo l’altro, diffondendo le notizie dei loro interventi, sia che si tratti di raccolte di fondi sia che si tratti di rinvio delle rate di mutui e prestiti. Intesa San Paolo e Unicredit hanno subito stanziato 250 milioni di euro ciascuno come plafond a cui accedere per gli interventi di ripristino sugli immobili danneggiati dal sisma. Unicredit, inoltre, ha predisposto una moratoria da 12 mesi sulle rate dei prestiti ad aziende e privati e sui mutui delle famiglie che hanno subito danni alle loro case. Anche Monte dei Paschi di Siena ha predisposto la sospensione dei pagamenti per gli abitanti delle zone colpite e ha garantito il massimo e immediato sostegno per chi dovesse aver smarrito carte, assegni o documenti bancari. Segue l’appello dell’Abi anche Deutsche Bank che rinvia i pagamenti da parte di chi ha sottoscritto un finanziamento e vive nell’area terremotata. Infine, ma non saranno di certo le ultime, segnaliamo le attività di Banca Mediolanum e Gruppo Veneto Banca che metteranno a disposizione fondi e finanziamenti per il ripristino di abitazioni e attività.

Mutui e terremoto: interviene l’Abi

Difficile in momenti come questo scrivere qualsiasi parola che non sia di dolore, eppure la vita per chi ce l’ha fatta va avanti ed è necessario rispondere a tanti bisogni, primo fra tutti quello di un tetto sotto cui dormire in sicurezza e di sangue da donare, poi di generi alimentari e beni di prima necessità. Ma c’è anche la situazione economica di chi resta senza una casa o di chi ha subito gravi o lievi danni al suo immobile a cui far fronte e, fin dalle prime ore del disastro causato dal terremoto nel Centro Italia, l’Abi ha richiesto ai suoi membri di intervenire tempestivamente a fianco delle popolazioni colpite.

Lo scorso 26 ottobre l’Associazione Bancaria Italiana, insieme alla Protezione Civile e alle Associazioni dei Consumatori, aveva firmato un protocollo d’intesa sul tema degli interventi da parte degli istituti di credito in caso di calamità naturali. Alla luce di ciò l’Abi ha immediatamente iniziato un’attività di sensibilizzazione nei confronti dei suoi membri perché intervenissero subito con sospensioni dei finanziamenti ipotecari sugli immobili, che si trattasse di case, attività commerciali o industriali.

Le risposte non hanno tardato ad arrivare e diversi istituti di credito stanno, uno dopo l’altro, diffondendo le notizie dei loro interventi, sia che si tratti di raccolte di fondi sia che si tratti di rinvio delle rate di mutui e prestiti. Intesa San Paolo e Unicredit hanno subito stanziato 250 milioni di euro ciascuno come plafond a cui accedere per gli interventi di ripristino sugli immobili danneggiati dal sisma. Unicredit, inoltre, ha predisposto una moratoria da 12 mesi sulle rate dei prestiti ad aziende e privati e sui mutui delle famiglie che hanno subito danni alle loro case. Anche Monte dei Paschi di Siena ha predisposto la sospensione dei pagamenti per gli abitanti delle zone colpite e ha garantito il massimo e immediato sostegno per chi dovesse aver smarrito carte, assegni o documenti bancari. Segue l’appello dell’Abi anche Deutsche Bank che rinvia i pagamenti da parte di chi ha sottoscritto un finanziamento e vive nell’area terremotata. Infine, ma non saranno di certo le ultime, segnaliamo le attività di Banca Mediolanum e Gruppo Veneto Banca che metteranno a disposizione fondi e finanziamenti per il ripristino di abitazioni e attività.

Mutui e terremoto: interviene l’Abi

Difficile in momenti come questo scrivere qualsiasi parola che non sia di dolore, eppure la vita per chi ce l’ha fatta va avanti ed è necessario rispondere a tanti bisogni, primo fra tutti quello di un tetto sotto cui dormire in sicurezza e di sangue da donare, poi di generi alimentari e beni di prima necessità. Ma c’è anche la situazione economica di chi resta senza una casa o di chi ha subito gravi o lievi danni al suo immobile a cui far fronte e, fin dalle prime ore del disastro causato dal terremoto nel Centro Italia, l’Abi ha richiesto ai suoi membri di intervenire tempestivamente a fianco delle popolazioni colpite.

Lo scorso 26 ottobre l’Associazione Bancaria Italiana, insieme alla Protezione Civile e alle Associazioni dei Consumatori, aveva firmato un protocollo d’intesa sul tema degli interventi da parte degli istituti di credito in caso di calamità naturali. Alla luce di ciò l’Abi ha immediatamente iniziato un’attività di sensibilizzazione nei confronti dei suoi membri perché intervenissero subito con sospensioni dei finanziamenti ipotecari sugli immobili, che si trattasse di case, attività commerciali o industriali.

Le risposte non hanno tardato ad arrivare e diversi istituti di credito stanno, uno dopo l’altro, diffondendo le notizie dei loro interventi, sia che si tratti di raccolte di fondi sia che si tratti di rinvio delle rate di mutui e prestiti. Intesa San Paolo e Unicredit hanno subito stanziato 250 milioni di euro ciascuno come plafond a cui accedere per gli interventi di ripristino sugli immobili danneggiati dal sisma. Unicredit, inoltre, ha predisposto una moratoria da 12 mesi sulle rate dei prestiti ad aziende e privati e sui mutui delle famiglie che hanno subito danni alle loro case. Anche Monte dei Paschi di Siena ha predisposto la sospensione dei pagamenti per gli abitanti delle zone colpite e ha garantito il massimo e immediato sostegno per chi dovesse aver smarrito carte, assegni o documenti bancari. Segue l’appello dell’Abi anche Deutsche Bank che rinvia i pagamenti da parte di chi ha sottoscritto un finanziamento e vive nell’area terremotata. Infine, ma non saranno di certo le ultime, segnaliamo le attività di Banca Mediolanum e Gruppo Veneto Banca che metteranno a disposizione fondi e finanziamenti per il ripristino di abitazioni e attività.