Aste immobiliari: convengono?

Negli ultimi anni, complice un lunghissimo periodo di sofferenza del mercato, il settore delle aste immobiliari è cresciuto a dismisura attirando interessi crescenti anche fra il pubblico non specializzato. Ma come funzionano e a cosa bisogna prestare attenzione se si ha intenzione di comprare un immobile con questa formula?

Come funzione un’asta immobiliare

Ad essere oggetto dell’asta sono immobili che, essendo di proprietà di persone fisiche oppure società non più in grado di onorare i propri debiti, si trovano ad essere venduti per poter liquidare i creditori. Una volta che l’immobile è dichiarato oggetto di prossima asta, il Tribunale competente procede a redigere una perizia che può anche essere affidata ad uno studio professionale designato e che, secondo i parametri di mercato vigenti, procederà ad assegnare un valore di base all’immobile stesso.

La perizia è un documento di fondamentale importanza che deve essere attentamente analizzato prima di procedere all’offerta perché è proprio in essa che vengono inseriti dati fondamentali come le planimetrie, i riferimenti catastali, le caratteristiche descrittive e tecniche dell’immobile, ma anche eventuali vincoli, servitù o persino abusi edilizi rilevati dal perito. Ultimo, ma non meno importante, lo stato dell’immobile, vale a dire se esso è libero o meno da occupanti.

Una volta conclusa la fase peritale il giudice passa al secondo atto formale, la cosiddetta ordinanza di vendita, in cui sono indicati il prezzo di partenza dell’asta (solitamente pari al 25% in meno rispetto al prezzo di mercato), modalità e date per la presentazione della propria offerta e relativo deposito cauzionale (in genere fissato nella misura del 10% dell’importo offerto), data ultima per la chiusura delle offerte, data dell’asta e termine entro cui andrà saldato l’importo di aggiudicazione.

Come trovare le aste e partecipare

Una volta compiuti questi primi passi, il giudice cui è affidato l’incarico di gestire l’asta procederà alla nomina di un custode giudiziario incaricato della gestione dell’immobile e di altri compiti come, ad esempio, l’organizzazione delle visite da parte dei soggetti interessati.

La pubblicizzazione dell’asta, che per obbligo di legge deve essere fatta almeno 45 giorni prima dell’effettiva data in cui l’immobile sarà oggetto dell’asta stessa, verrà fatta con molti mezzi, perlopiù digitali e per questo motivo è sempre bene tenere sott’occhio i siti specializzati nel settore o le sezioni dedicate dei portali, primo fra tutti Immobiliare.it

Una volta trovato l’immobile che ci piace,  dobbiamo contattare il custode giudiziario per fissare la visita e, se l’asta è senza incanto, procedere con la presentazione in busta chiusa della nostra migliore offerta. In quella fase dovremmo anche già depositare la cauzione, come detto pari a circa il 10% dell’importo che abbiamo dichiarato di voler offrire.

Se si risulta essere gli unici offerenti la nostra proposta passa poi al vaglio del creditore che, se in disaccordo, potrà chiedere un aumento della somma pari ad un quinto dell’offerta. Se invece le offerte presentate saranno più di una si aprirà la fase dei rilanci.

Si può acquistare col mutuo un immobile oggetto d’asta?

Come abbiamo già detto, negli ultimi anni l’interesse verso le aste immobiliari è aumentato molto, tanto è vero che oggi, in media, ogni anno in Italia avvengono 278.000 esecuzioni immobiliari. Per questo motivo anche gli Istituti di credito hanno affinato i loro prodotti e spesso le case oggetto di asta sono acquistate con un mutuo. Prima di procedere con l’offerta, se sappiamo di avere necessità di un finanziamento per l’acquisto, è bene consultare l’elenco delle banche aderenti all’accordo siglato fra ABI e Tribunali e capire presso una di esse quale sia la nostra possibilità di ottenere un mutuo e, eventualmente di quale importo. Una volta chiarito questo punto la banca procederà con le pratiche di stipula preliminare del mutuo, che diventerà effettivo solo in caso di aggiudicazione.

Se sarete riusciti ad aggiudicarvi l’immobile in asta avrete circa 60 giorni per perfezionare l’acquisto, ma con ottima probabilità avrete comprato con un notevole risparmio. Chi fa la sua offerta?

 

All’asta la casa di Joe Cocker

Forse troppi ricordi, o forse troppe difficoltà nel venderla per canali tradizionali. Fatto sta che, a quanto risulta ad Immobiliare.it, Pam Baker, la vedova di Joe Cocker ha deciso di mettere all’asta la casa del Colorado in cui la coppia viveva fin dal 1994 e che tutti i fan del grande cantante inglese conoscono con il nome di Mad dog ranch. La splendida tenuta di Crawford, cittadina in cui Cocker scelse di vivere e dove si è spento il 22 dicembre del 2014, finirà all’incanto il 1 settembre 2016 e, questo è ancora più sorprendente, non avrà alcun prezzo di riserva.

Visto il grande amore che i coniugi Cocker hanno sempre avuto per questa villa, in cui teoricamente avrebbero dovuto passare solo alcune settimane di vacanza ogni anno, ma che divenne la loro residenza per 20 anni, aveva colto tutti di sorpresa la decisione di venderla annunciata proprio da Immobiliare.it nell’aprile del 2014.

La scomparsa del cantante, pochi mesi dopo, rese più comprensibile quella decisione, ma è comunque certamente imprevista la scelta di ritirare dal mercato l’immobile per farlo viaggiare sui canali dell’asta senza riserva; certamente un modo molto veloce per alienare la proprietà, ma è difficile anche solo ipotizzare che il prezzo di assegnazione finale sia vicino ai 7 milioni di dollari chiesti in fase di vendita.

La casa, che ha una superficie di circa 1.500 metri quadrati e poggia su una proprietà di oltre 230 acri in cui trovano spazio, fra l’altro, un maneggio, diverse stalle ed un lago artificiale balneabile, fu costruita da Joe e Pam che comprarono il terreno, nel 1992 per soli 250.000 dollari.

 

Per tutte le immagini degli interni credits Rockin’ Media; per gli esterni Lair Photography

All’asta la casa di Joe Cocker

Forse troppi ricordi, o forse troppe difficoltà nel venderla per canali tradizionali. Fatto sta che, a quanto risulta ad Immobiliare.it, Pam Baker, la vedova di Joe Cocker ha deciso di mettere all’asta la casa del Colorado in cui la coppia viveva fin dal 1994 e che tutti i fan del grande cantante inglese conoscono con il nome di Mad dog ranch. La splendida tenuta di Crawford, cittadina in cui Cocker scelse di vivere e dove si è spento il 22 dicembre del 2014, finirà all’incanto il 1 settembre 2016 e, questo è ancora più sorprendente, non avrà alcun prezzo di riserva.

Visto il grande amore che i coniugi Cocker hanno sempre avuto per questa villa, in cui teoricamente avrebbero dovuto passare solo alcune settimane di vacanza ogni anno, ma che divenne la loro residenza per 20 anni, aveva colto tutti di sorpresa la decisione di venderla annunciata proprio da Immobiliare.it nell’aprile del 2014.

La scomparsa del cantante, pochi mesi dopo, rese più comprensibile quella decisione, ma è comunque certamente imprevista la scelta di ritirare dal mercato l’immobile per farlo viaggiare sui canali dell’asta senza riserva; certamente un modo molto veloce per alienare la proprietà, ma è difficile anche solo ipotizzare che il prezzo di assegnazione finale sia vicino ai 7 milioni di dollari chiesti in fase di vendita.

La casa, che ha una superficie di circa 1.500 metri quadrati e poggia su una proprietà di oltre 230 acri in cui trovano spazio, fra l’altro, un maneggio, diverse stalle ed un lago artificiale balneabile, fu costruita da Joe e Pam che comprarono il terreno, nel 1992 per soli 250.000 dollari.

 

Per tutte le immagini degli interni credits Rockin’ Media; per gli esterni Lair Photography

Aste immobiliari in crescita

Chi offre di più? Può sembrare strano, ma questa frase diventa sempre più comune in Italia se si parla…di case. Già, perché come riporta in un recentissimo articolo anche IlSole24Ore.com, il numero delle abitazioni che, negli scorsi sei mesi, in Italia sono state prima pignorate e poi messe all’incanto è cresciuto notevolmente.

Il Centro Studi Sogeea, che ha redatto lo studio cui ci si riferisce, ha però anche messo in evidenza come questo curioso fenomeno sia in riduzione al Nord (-18,1%), ma in aumento esponenziale nel Meridione (+46,4%).

Il controvalore economico di questo genere di attività è decisamente impressionate; si parla nel complesso di 4.8 miliardi di euro, quasi interamente destinati a finire nelle casse degli istituti di credito.

Nonostante, come detto, al Nord il fenomeno sia in riduzione e abbia confermato la tendenza la ribasso con cui si era aperto il 2016, è comunque qui che si trova la maggior parte degli immobili residenziali oggetto di asta.

In numeri si parla di 13.423 unità residenziali e la sola Lombardia ne conta addirittura 6.090. Poche meno di 3.000 (2.957) sono invece quelle che si trovano nel Lazio, mentre con 2.842 case all’asta la Sicilia è terza in assoluto, ma prima delle regioni meridionali.

Da segnalare, all’interno dello studio, i dati che sono stati rilevati riguardo alla situazione in Veneto. In questa regione, negli ultimi sei mesi, il numero degli immobili oggetto di pignoramento si è praticamente dimezzato e se ad inizio anno erano 4.348, in questa rilevazione sono risultati essere solo 2.411.

Quasi raddoppiati, al contrario, i valori di Puglia, Calabria e Campania.