Affitti: New york la città più cara

Può sembrare strano, ma anche questo è uno degli effetti della Brexit, fino ad ora, forse il più gradito ai cittadini del Regno Unito.

Sono stati da poco pubblicati i risultati dell’analisi che ogni anno la società Savills conduce sul mercato degli affitti nelle principali metropoli internazionali, con un occhio particolare agli immobili di fascia medio alta e all’utenza rappresentata dai lavoratori stranieri; per la prima volta dopo anni lo scettro di città più cara non è stato assegnato a Londra.

Nella capitale britannica, subito dopo gli esiti del referendum con cui è stata sancita la scelta di abbandonare l’Unine Europea, gli affitti sono scesi di circa l’11%, complice anche la decisione di molte aziende di trasferire altrove la propria sede e, ultimo ma non meno importante, anche la migrazione verso altri lidi di diversi uffici che proprio con l’Unione Europea lavoravano.

Oggi, si legge nel rapporto Savills, l’affitto medio annuale per gli immobili di fascia medio alta considerati, è pari a circa 100.000 dollari. A strappare alla capitale del Regno Unito il primato di città più cara è stata New York; lo stesso tipo di immobile nella Grande Mela ha un costo annuale di poco superiore a 114.000 dollari.

Londra è risultata meno cara anche di Hong Kong, che ha fatto registrare una media di 100.984 dollari, ma tutte queste città sono infinitamente più care della regina del Tech: San Francisco. La metropoli più vicina alla Silicon Valley americana ha un costo annuale di affitto pari, sempre in media, ad appena 66.000 dollari.

E considerate che i costi delle case, a New York, si sono persino ridotti…

Affitti: New york la città più cara

Può sembrare strano, ma anche questo è uno degli effetti della Brexit, fino ad ora, forse il più gradito ai cittadini del Regno Unito.

Sono stati da poco pubblicati i risultati dell’analisi che ogni anno la società Savills conduce sul mercato degli affitti nelle principali metropoli internazionali, con un occhio particolare agli immobili di fascia medio alta e all’utenza rappresentata dai lavoratori stranieri; per la prima volta dopo anni lo scettro di città più cara non è stato assegnato a Londra.

Nella capitale britannica, subito dopo gli esiti del referendum con cui è stata sancita la scelta di abbandonare l’Unine Europea, gli affitti sono scesi di circa l’11%, complice anche la decisione di molte aziende di trasferire altrove la propria sede e, ultimo ma non meno importante, anche la migrazione verso altri lidi di diversi uffici che proprio con l’Unione Europea lavoravano.

Oggi, si legge nel rapporto Savills, l’affitto medio annuale per gli immobili di fascia medio alta considerati, è pari a circa 100.000 dollari. A strappare alla capitale del Regno Unito il primato di città più cara è stata New York; lo stesso tipo di immobile nella Grande Mela ha un costo annuale di poco superiore a 114.000 dollari.

Londra è risultata meno cara anche di Hong Kong, che ha fatto registrare una media di 100.984 dollari, ma tutte queste città sono infinitamente più care della regina del Tech: San Francisco. La metropoli più vicina alla Silicon Valley americana ha un costo annuale di affitto pari, sempre in media, ad appena 66.000 dollari.

E considerate che i costi delle case, a New York, si sono persino ridotti…

Casa: mantenerla costa meno

Una buona notizia viene comunicata dall’ultimo Osservatorio congiunto di Adsubef e Federconsumatori: le due associazioni di categoria hanno monitorato i costi di mantenimento di una casa in Italia, scoprendo che i costi, rispetto allo scorso anno, sono calati.

L’analisi, condotta considerando un immobile tipo – un appartamento di 90 metri quadri sito in un quartiere semicentrale di una città medio-grande – ha dato numeri alquanto positivi, tanto per le case in affitto quanto per quelle di proprietà. Le prime costano, in media, 1.684,20 euro al mese e hanno visto un calo pari a 9,25 euro rispetto al 2015; per mantenere le seconde ne servono, mensilmente, 1.098,70 euro (-52,50 euro al mese rispetto alla precedente rilevazione). Per comprare un appartamento di questo tipo servono tutti gli stipendi di 17,9 anni – valore anch’esso in discesa, soprattutto per il calo dei prezzi di cui abbiamo parlato di recente.

Il calo dei costi complessivi, fanno sapere nel report, è legato all’eliminazione della Tasi per la prima casa, che sulla casa tipo considerata (riportano) pesava poco più di 50 euro al mese. Sono scesi anche i prezzi di locazione e mutuo, quelli per ‘utenza telefonica ed il riscaldamento. Crescono, di contro, le voci relative alla Tari, alla manutenzione, al servizio idrico ed al condominio.

Quel che certo, visti i numeri riportati, è che – nonostante il miglioramento dell’accesso al credito e le strategie politiche messe in campo per migliorare la vita dei cittadini – la casa rimane la principale voce di spesa delle famiglie italiane: con queste cifre, si spiega subito la difficoltà dei più giovani ad andare a vivere da soli.

 

Casa: mantenerla costa meno

Una buona notizia viene comunicata dall’ultimo Osservatorio congiunto di Adsubef e Federconsumatori: le due associazioni di categoria hanno monitorato i costi di mantenimento di una casa in Italia, scoprendo che i costi, rispetto allo scorso anno, sono calati.

L’analisi, condotta considerando un immobile tipo – un appartamento di 90 metri quadri sito in un quartiere semicentrale di una città medio-grande – ha dato numeri alquanto positivi, tanto per le case in affitto quanto per quelle di proprietà. Le prime costano, in media, 1.684,20 euro al mese e hanno visto un calo pari a 9,25 euro rispetto al 2015; per mantenere le seconde ne servono, mensilmente, 1.098,70 euro (-52,50 euro al mese rispetto alla precedente rilevazione). Per comprare un appartamento di questo tipo servono tutti gli stipendi di 17,9 anni – valore anch’esso in discesa, soprattutto per il calo dei prezzi di cui abbiamo parlato di recente.

Il calo dei costi complessivi, fanno sapere nel report, è legato all’eliminazione della Tasi per la prima casa, che sulla casa tipo considerata (riportano) pesava poco più di 50 euro al mese. Sono scesi anche i prezzi di locazione e mutuo, quelli per ‘utenza telefonica ed il riscaldamento. Crescono, di contro, le voci relative alla Tari, alla manutenzione, al servizio idrico ed al condominio.

Quel che certo, visti i numeri riportati, è che – nonostante il miglioramento dell’accesso al credito e le strategie politiche messe in campo per migliorare la vita dei cittadini – la casa rimane la principale voce di spesa delle famiglie italiane: con queste cifre, si spiega subito la difficoltà dei più giovani ad andare a vivere da soli.